mercoledì 21 luglio 2021

I CASI DEL MARESCIALLO FENOGLIO

LA VERSIONE DI FENOGLIO

 

 Durante una seduta di fisioterapia Pietro Fenoglio incontra Giulio e a lui si racconta. Nasce così un lungo dialogo meditativo, ironico, intimo; un intreccio di racconti polizieschi dalla raffinata architettura che è al tempo stesso un sorprendente manuale sull'arte dell'investigazione.

In questo libro le storie raccontano  stati d'animo, emozioni, riflessioni più che luoghi. Lo sfondo è sempre Bari , con i suoi quartieri, ma i veri protagonisti sono i concetti di verità, menzogna, potere, coscienza, pregiudizio, concetti con i quali tutti i giorni noi dobbiamo fare i conti.

Ma "le storie non esistono, se non vengono raccontate" e Fenoglio ce  le racconta, ce le fa vivere, ce le contestualizza: è così che riappare quasi timida la Bari di Carofiglio.

Nel racconto di Denisa si staglia il profilo del lungomare di Bari, ma non quello del Lungomare Perotti che costeggia le spiaggie dei baresi, come Pane e Pomodoro ideale per farsi un bagno nei mesi più caldi,

 

nè del Lungomare Nazario Sauro che si snoda verso il centro, monumentale con le architetture fasciste del palazzo dell’INPS, della Regione Area, della Pinacoteca, arrivando fino alla rotonda, con l’Albergo delle Nazioni di lato,  percorso vista mare  ideale per fare jogging e lunghe camminate all’aria aperta.


 

nè del Lungomare Crollalanza dove ammiriamo in Largo Adua l’arte liberty del teatro Kursaal, e quindi il suggestivo molo San Nicola, con i pescatori di Nder la lanz, il Circolo Canottieri, sino ad arrivare al Teatro Margherita che segna l’inzio della “penisola di Barivecchia”.


 

nè del Lungomare Augusto Imperatore, ampia via che segue l'andamento delle vecchie mura della città vecchia, della quale si vedono sovrastare i campanili e le cupole, e che attraverso un passaggio aperto nell'antica cinta muraria  ci mette in comunicazione con la piazza antistante la Basilica di San Nicola.


 

 nè del Lungomare Starita, regno dei ristoranti di pesce, del Centro Universitario Sportivo, del faro di San Cataldo e  della Fiera del Levante.


 

 La Bari di Denisa è quella del Lungomare Sud:  una “terra di nessuno” che nascosta agli occhi dei cittadini ha lasciato spazio a palazzi occupati da rom, a una prostituzione dilagante di giorno e di sera, a case abbandonate.  Simbolo di questa zona è proprio un edificio fatiscente: l’enorme capannone dell’ex supermercato Gs. Realizzato negli anni 70 che versa da tempo immemore in un completo stato di abbandono: completamente scoperchiato ne rimane solo lo scheletro.

"nella zona del lungomare sud, la via che porta dalla città a San Giorgio e poi a Torre a Mare..... su una strada secondaria, nei pressi di un capannone abbandonato e semidiroccato a meno di duecento metri dal mare.......camminavamo fra le erbacce, i resti dei falò, i copertoni abbandonati."

La Bari di Denisa è quella delle periferie squallide, quella dove i turisti non arrivano, quella dove nascono le storie di miseria e criminalità, storie che, come ci dice Carofiglio,  devono essere raccontate per poterle ricordare.


 


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