lunedì 19 luglio 2021

I CASI DEL MARESCIALLO FENOGLIO

L'ESTATE FREDDA  (continua...)

"Almeno tre o quattro volte all’anno Fenoglio aveva l’abitudine di visitare la Pinacoteca provinciale. Quel posto era uno dei misteri di Bari, per lui. Un museo pieno di opere bellissime di grandi artisti, dove non c’era mai nessuno".

 Così inizia l'undicesimo capitolo dell' Estate fredda. 

" Ci andava quando era stanco, quando voleva riflettere in tranquillità, o anche solo rivedere una delle opere che gli piacevano di piú."

La pinacoteca metropolitana Corrado Giacquinta si trova all’ultimo piano del Palazzo della Provincia di Bari con una splendida vista sul mare e una invidiabile posizione strategica sul lungomare Nazario Sauro: è una galleria d’arte medievale e moderna con dipinti veneti, ceramiche e presepi napoletani, dipinti e icone pugliesi.Il materiale esposto comprende: una sezione medievale (sculture dei secc. XI-XV, icone pugliesi dei secc. XII-XIV); dipinti veneti provenienti da chiese della regione (sono presenti opere di Antonio e Bartolomeo Vivarini, Giovanni Bellini, Paris Bordon, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto); dipinti pugliesi dei secc. XV-XVI (Tuccio d’Andria, Costantino da Monopoli, Andrea Bordone); dipinti napoletani o di scuola napoletana dei secc. XVI-XVIII (con opere di Marco Pino, Paolo Finoglio, Maestro degli annunci ai pastori, Andrea Vaccaro, Luca Giordano, Giuseppe Bonito, Lorenzo De Caro, Francesco De Mura, Fedele Fischetti, Domenico Mondo); un prezioso nucleo di dipinti del Giaquinto; una raccolta di pittura dell’Ottocento (con le prestigiose presenze di Giuseppe De Nittis, Francesco Netti, Domenico Morelli, Giovanni Boldini, Teofilo Patini e altri).

Dal marzo 1987 è esposta in Pinacoteca la Collezione Grieco, cinquanta prestigiosi dipinti italiani del secondo Ottocento (gli artisti maggiormente rappresentati sono i macchiaioli: Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Giuseppe Abbati, Cristiano Banti, Telemaco Signorini, Raffaello Sernesi, Giovanni Boldini, etc.) e del primo Novecento (Pellizza da Volpedo, Morbelli, Sironi, De Chirico, Carrà, De Pisis, Viani, Campigli, etc.

Fra le opere preferite di Fenoglio, Carofiglio sceglie un piccolo olio di Silvestro Lega, appartenente al gruppo dei macchiaioli "La Lettura" un dipinto di  Felice Casorati "La ragazza sulla poltrona".

La Lettura: seduta su una panchina davanti alla casa, è raffigurata, nell’atto di leggere, una giovane donna, forse Isolina Cecchini, allieva di Lega e una delle sue modelle preferite. Un' atmosfera di malinconia avvolge L'aria di questo quadro, realizzata con l'uso di una vasta gamma di verdi e qualche tocco di rosso.

 

La ragazza sulla poltrona: ritratto di una giovanetta dall’espressione dura e malinconica e con le mani intrecciate sul grembo, seduta su una grande poltrona  che occupa quasi interamente l’angusto spazio, reso più profondo dall’espediente del pavimento ad assi di legno visto in prospettiva.


Per il maresciallo questo dipinto era quasi una piccola ossessione, un mistero da svelare:

"Chi era quell’adolescente dalle occhiaie precoci? Cosa guardava fuori dal quadro, alle spalle del pittore? Che cosa aveva capito, già da ragazza, che le dava quella consapevolezza malinconica?"

Da questo luogo il maresciallo Fenoglio usciva sempre più sereno, a riprova di come l'arte riesce a curare le ferite dell'anima.

 

Molto interessante il sito della Pinacoteca: www.pinacotecabari.it                                                



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