sabato 17 luglio 2021

I CASI DEL MARESCIALLO FENOGLIO

L'ESTATE FREDDA 

 
Il  secondo romanzo della serie del Maresciallo Fenoglio si apre con l'Intermezzo della Cavalleria Rusticana in un bar spesso frequentato dal maresciallo per l' abitudine del proprietario di scegliere come sottofondo musicale romanze celebri.
Ed è qui che Fenoglio sventa una rapina e arresta il giovane Francesco Albanese. Un viso noto per Fenoglio che riconosce un posteggiatore abusivo del Teatro Petruzzelli.
Triste storia quella del Petruzzelli, che a causa di un incendio era andato distrutto: era così che Francesco aveva perso il lavoro ed aveva cominciato a fare rapine.
Fenoglio amante della musica lirica e del suo tempio così scrive:
 
 
  "Qualche mese prima qualcuno aveva incendiato il teatro e Fenoglio non riusciva a darsi pace.
Come si poteva anche solo pensare un gesto del genere? Bruciare un teatro. E poi quella cosa assurda e quasi insopportabile – chissà se era un caso o se gli incendiari avevano voluto aggiungere una nota di macabra ironia? – di bruciarlo dopo una recita della Norma, cioè un’opera che finisce proprio con un rogo. Il Petruzzelli era uno dei motivi per cui gli piaceva – gli era piaciuto? – stare a Bari.
Quel teatro enorme, duemila persone ci entravano, dove si arrivava a piedi dalla caserma in dieci minuti. Spesso, se c’era un concerto o l’opera, Fenoglio rimaneva in ufficio fino a sera per poi andare direttamente in terz’ordine, fra i fregi e gli stucchi. Quando si trovava là, quasi credeva alla reincarnazione. Sentiva in modo cosí intenso la musica – quella di alcuni musicisti, soprattutto di epoca barocca, piú di tutti Händel – da pensare che in un’altra vita poteva essere stato un maestro di cappella della provincia tedesca.
E adesso che il teatro non c’era piú? Chissà se lo avrebbero mai ricostruito, e chissà se i responsabili sarebbero mai stati individuati, processati e condannati.
La procura aveva aperto un fascicolo per incendio colposo contro ignoti. Un buon modo per dire che non avevano la piú pallida idea di cosa fosse accaduto. A Fenoglio sarebbe piaciuto occuparsi delle indagini, ma erano state affidate ad altri, e lui non poteva farci niente."



 

Il teatro Petruzzelli è il maggiore teatro di bari ed è ubicato nel pieno centro , in Coso Cavour, all' ingresso del quartiere Umbertino. E' stato inaugurato nel 1903 ed ha superato due guerre e un incendio doloso. Il teato nasce come Politeama ed è stato voluto dalla famiglia Petruzzelli/Messeni. Fu internamente affrescato da Raffaele Armenise, decorato in oro zecchino e cosa avvenieristica per l' epocadotato di riscaldamento e luce elettrica .

La facciata, in stile Liberty si articola su due livelli, uno inferiore bianco,ed uno superiore rosso. Sopra le tre finestre centrali si possono vedere le nicchie con i busti di Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini e Vincenzo Bellini. Nel punto più alto della facciatala statua realizzata da Pasquale Duretti: Apollo che incorona la musica.

Il foyer è uno splendore di bianchi e di oriche avvolgone le sale con elaborate decorazioni florealie stucchi. Maestose anche le cariatidi in gessoche rappresentano sirene alate, poste sotto la balconata che circonda il foyer.


 
In platea invece sono l'oro e il rosso a dominare con le molte file di poltrone in velluto rosso. Tre file di palchi circondano la platea per poi arrivare alle gradinata per un totale di 1482 posti.

La platea è sovrastata dalla gigantesca cupola divisa in quattro parti da palmizi. All' origine era dipinta a olio e rappresentava quattro scene di spettacoli di antichissima tradizione: Il carro di Tespi (inventore della tragedia), la Corsa Romana, il torneo medioevale e la Corrida.
 
Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991 il teatro fu devastato da un violentissimo incendio doloso e solo il collasso della cupola, che ha soffocato le fiamme, ne ha impedito la distruzione.
 
 

 
Come ci ricorda Fenoglio,  l'ultima opera rappresentata fu la Norma
 
Gli affreschi dell'Armise sono andati distrutti; nella ricostruzione della cupola furono ripristinati i decori dei palmizi di Duretti, e negli spazi vuoti un tempo occupati dagli affreschi è stato collocato un sistema di proiezione ad alta definizione che consente la creazione di un affresco dinamico rappresentante una elaborazione del dipinto originario (oper dell' artista Gianfranco Iannuzzi).

Nessun commento:

Posta un commento