I CASI DEL MARESCIALLO FENOGLIO
L'ESTATE FREDDA
Come si poteva anche solo pensare un gesto del genere? Bruciare un teatro. E poi quella cosa assurda e quasi insopportabile – chissà se era un caso o se gli incendiari avevano voluto aggiungere una nota di macabra ironia? – di bruciarlo dopo una recita della Norma, cioè un’opera che finisce proprio con un rogo. Il Petruzzelli era uno dei motivi per cui gli piaceva – gli era piaciuto? – stare a Bari.
Quel teatro enorme, duemila persone ci entravano, dove si arrivava a piedi dalla caserma in dieci minuti. Spesso, se c’era un concerto o l’opera, Fenoglio rimaneva in ufficio fino a sera per poi andare direttamente in terz’ordine, fra i fregi e gli stucchi. Quando si trovava là, quasi credeva alla reincarnazione. Sentiva in modo cosí intenso la musica – quella di alcuni musicisti, soprattutto di epoca barocca, piú di tutti Händel – da pensare che in un’altra vita poteva essere stato un maestro di cappella della provincia tedesca.
E adesso che il teatro non c’era piú? Chissà se lo avrebbero mai ricostruito, e chissà se i responsabili sarebbero mai stati individuati, processati e condannati.
La procura aveva aperto un fascicolo per incendio colposo contro ignoti. Un buon modo per dire che non avevano la piú pallida idea di cosa fosse accaduto. A Fenoglio sarebbe piaciuto occuparsi delle indagini, ma erano state affidate ad altri, e lui non poteva farci niente."
Il teatro Petruzzelli è il maggiore teatro di bari ed è ubicato nel pieno centro , in Coso Cavour, all' ingresso del quartiere Umbertino. E' stato inaugurato nel 1903 ed ha superato due guerre e un incendio doloso. Il teato nasce come Politeama ed è stato voluto dalla famiglia Petruzzelli/Messeni. Fu internamente affrescato da Raffaele Armenise, decorato in oro zecchino e cosa avvenieristica per l' epocadotato di riscaldamento e luce elettrica .
La facciata, in stile Liberty si articola su due livelli, uno inferiore bianco,ed uno superiore rosso. Sopra le tre finestre centrali si possono vedere le nicchie con i busti di Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini e Vincenzo Bellini. Nel punto più alto della facciatala statua realizzata da Pasquale Duretti: Apollo che incorona la musica.
Il foyer è uno splendore di bianchi e di oriche avvolgone le sale con elaborate decorazioni florealie stucchi. Maestose anche le cariatidi in gessoche rappresentano sirene alate, poste sotto la balconata che circonda il foyer.



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