sabato 7 maggio 2022

 SERIE DEL COMMISSARIO LOLITA LOBOSCO

La circonferenza delle arance


Un commissario di polizia così a Bari non se l’erano mai nemmeno immaginato: Lolita Lobosco detta Lolì, trentasei anni, occhi sempre accesi, lunghi capelli corvini e una quinta di reggiseno che negli uomini evoca la pienezza dei frutti mediterranei.

Così ci viene descritta Lolita nella quarta di copertina. Le sue doti maggiori oltre alla spontaneità  e ad un grande intuito che la aiuta a risolvere casi intrigati sono la cura della bellezza e della cucina, adora il caffè fatto con la napoletana e le arance, che cucina in mille modi.

Il caso di cui si deve occupare è un caso di violenza sessuale, perpetrata da un dentista nei confronti della sua assistente di studio. Ma Lolita scopre che il sospettato è un suo ex amore di gioventù: Stefano Morelli,  “uomo bellissimo in jeans e maglioncino di cachemire blu mare. Abbronzato anche a Natale, macchina sportiva, sorriso a trentadue denti.” Non sarà facile ristabilire l’esatto ordine degli avvenimenti, che la vedono troppo coinvolta a livello personale. Ma Lolita non si lascia mettere da parte e sebbene emotivamente coinvolta porta avanti le sue indagini con caparbietà.

Attraverso il suo personaggio, Gabriella Genisi ci immerge nella cultura, nei luoghi, nelle usanze e nelle tradizioni di un territorio, il suo, quello di Bari, usando modi dialettali d’intendersi, descrivendo angoli suggestivi e immergendoci nei profumi e nei sapori locali. La cucina pugliese accompagna lo scandire della giornata di Lolita e ci avvolge con i suoi profumi. Non mancano le similitudini e i richiami alle ricette locali; per ogni situazione troviamo un cibo corrispondente e così ecco che leggiamo di sarde a beccafico, panzerotti, coniglio ripieno, friselle con pomodoro olio e origano, ricci crudi con la focaccia e di arance profumatissime di cui Lolita è golosa. E proprio questi profumi e sapori la Genisi evoca per concludere il libro:

"E questa volta però niente caffè.
Un bel piatto di ricci crudi con la focaccia.
E domani la ciambella dell’Epifania"


Ricci crudi che troviamo ogni mattina al mercato del pesce al Molo San Nicola, meglio conosciuto come "N'derr la lanz" , il regno dello street sea food barese; qui si possono trovare ricci, polipi e cozze da mangiare al Chiringuito accompagnati da una birra, sulle panchine del lungomare oppure nei molti locali della Bari Vecchi.

Bella anche l' idea di una appendice con una serie di ricette tutte a base d'arancia: "le ricette di Lolì"

domenica 6 marzo 2022

VISITARE BARI ACCOMPAGNATA DA GABRIELLA GENISI


Continuiamo la visita di Bari attravarso gli occhi di un' altra scrittice nata anche lei a Bari nel 1965, stiamo parlando di  Gabriella Genisi

Si diploma al liceo classico e poi intraprende gli studi universitari, conseguendo una laurea in Giurisprudenza.

Protagonista dei suoi gialli è il personaggio di Lolita Lobosco,  un'attraente commissario donna attorno ai quarant'anni, con una passione per le scarpe Louboutin, che combatte il crimine nella città di Bari.

Questo ciclo di racconti nasce dall'ispirazione di  un grande classico della letteratura della televisione italiana: Il Commissario Montalbano. Così racconta la stessa Genisi in una intervista a Donna Moderna:

"stavo svuotando la lavatrice mentre mio marito guardava la tv. “Questo è il Montalbano che tu leggi” mi ha detto. Sono rimasta folgorata dalla corrispondenza tra il personaggio televisivo interpretato da Luca Zingaretti e quello letterario di Andrea Camilleri: una cosa rara perché solitamente il lettore rimane deluso. Invece... La mattina dopo ho pensato che nella letteratura poliziesca non c’erano tante donne che conducessero le indagini. Durante le vacanze di Natale ho quindi scritto le prime 30-40 pagine".

Comincia così il ciclo dei libri di Lolita Lobosco che ora sono già arrivati ad otto:

 

  1. La circonferenza delle arance (2010, Sonzogno)
  2. Giallo ciliegia (2011, Sonzogno)
  3. Uva noir (2012, Sonzogno)
  4. Gioco pericoloso (2014, Sonzogno)
  5. Spaghetti all'Assassina (2015, Sonzogno)
  6. Mare nero (2016, Sonzogno)
  7. Dopo tanta nebbia (2017, Sonzogno)
  8. I quattro cantoni (2020, Sonzogno)    

Da questo ciclo  è stata tratta anche una serie televisiva "Le indagini di Lolita Lobosco" che per ora prevede 4 puntate girate tra Bari, Monopoli e Roma . Interprete di Lolita è Luisa Ranieri. 

Lasciamoci quindi guidare da Lolita per scoprire un'altra Bari, sentirne i profumi, assaggiare il cibo e ammirarne i paesaggi, il tutto accompagnandola nelle indagini poliziesche.


lunedì 2 agosto 2021

 SERIE DELL'AVVOCATO GUIDO GUERRIERI

DI GIANRICO CAROFIGLIO

 

TESTIMONE INCONSAPEVOLE 

 

Nel 2002 con il romanzo " Testimone inconsapevole" ha inizio la serie di  Guido Guerrieri, avvocato che vive a Bari (città natale di Carofiglio appunto) e che dopo la separazione dalla moglie Sara viene colpito da attacchi di panico. Nel cercare di superare questo difficile momento si ritrova a perdersi nel ricordo della sua vita passata, a rivivere incontri di gioventù e a riflettere su eventi trascorsi, su scelte fatte; così il personaggio Guerrieri piano piano si svela ai nostri occhi. Guido abita in via Putignani, proprio vicino al teatro Petruzzelli, in pieno centro, da dove partono le sue passeggiate che ci portano alla scoperta di Bari dalle zone più centrali, a quelle che costeggiano il mare , sino alle periferie dove si aggirano i suoi clienti spesso collegati alla malavita. Bari è il perfetto sfondo per il malinconico Guido Guerrieri.

Ma è attraverso il suo lavoro che Guido riesce a reagire, accettando la difesa di un venditore ambulante del Senegal accusato di aver ucciso un bambino di nove anni. L'avvocato Guerrieri ha una sua etica lavorativa, non accetta tutti i casi e solitamente si astiene dal difendere persone accusate di violenza su minori, ma questo caso è diverso, in questo caso sente che c'è qualcosa che non quadra....... non tutto è come sembra.

Il bambino si chiamava Francesco e spesso giocava e parlava con l'ambulante Abdoul nelle spiagge fra Monopoli  e Polignano. Viene visto l'ultia volta in una contrada di Monopoli e poi ritrovato il suo corpo nelle campagne di Polignano.

Questi nominati sono fra i luoghi più belli nelle vicinanze di Bari.

Un mare da sogno e un centro storico ricco di arte e di storia fanno di Monopoli una delle più belle cittadine dell' Adriatico. E'  definita come la “città delle 100 contrade”. Ogni contrada è caratterizzata dalla presenza delle masserie fortificate, delle ville patrizie neoclassiche, delle chiese e dei trulli. Imperdibili sono la cattedrale della Madonna della Madia e il castello di Carlo V,  edificato in riva al mare durante la dominazione spagnola a protezione del porto antico, e la Piazza Vittorio Emanuele , fra le più grandi di tutta la Puglia. Lungo i tredici chilometri di costa si possono trovare meravigliose spiagge e calette. Il Lido Porto Camicia è di certo uno dei lidi più belli e al tempo stesso facili da raggiungere dal centro

 

 


Polignano a Mare, non lontano da Bari, da sempre è considerato tra i borghi più belli in assoluto. Bagnata dal mare, si staglia tutta bianca in un paesaggio colorato di verde e azzurro.  E proprio la bellezza di questi colori, il blu del cielo e del mare hanno ispirato Domenico Modugno, nato qui e ricordato da una statua realizzata in suo onore che sorge in un punto centrale del lungomare mentre apre le braccia e le rivolge verso il paese, come se stesse per “volare". Polignano però è tanto altro: un  centro storico ricco di tracce arabe, bizantine, spagnole e normanne, come i resti dei quattro torrioni di difesa che cingevano la parte antica dell’abitato;  un litorale con le alte falesie e la costa frastagliata,  fra i  più belli di Puglia, tra calette nascoste e deliziose insenature sabbiose come,  Lama Monachile;  un polo culturale con il museo d'arte contemporanea Pino Pascali e dei dintorni ancora più suggestivi con la bellissima Grotta Palazzese che è la più grande e la più conosciuta delle 80 grotte naturali che squarciano la costa rocciosa nei pressi della città di Polignano.

Questi sono i posti che fanno da sfondo alla triste storia di Francesco,

Il protagonista è l'avvocato Guido Guerrieri, interpretato dall'attore Emilio Solfrizzi, che a seguito di una crisi matrimoniale viene colpito da attacchi di panico. Trova però la forza di reagire assistendo nella difesa un venditore ambulante del Senegal, accusato di aver ucciso un bambino.

Continua su: https://popcorntv.it/guide/film-tratti-da-romanzi-di-gianrico-carofiglio/8410

mercoledì 21 luglio 2021

I CASI DEL MARESCIALLO FENOGLIO

LA VERSIONE DI FENOGLIO

 

 Durante una seduta di fisioterapia Pietro Fenoglio incontra Giulio e a lui si racconta. Nasce così un lungo dialogo meditativo, ironico, intimo; un intreccio di racconti polizieschi dalla raffinata architettura che è al tempo stesso un sorprendente manuale sull'arte dell'investigazione.

In questo libro le storie raccontano  stati d'animo, emozioni, riflessioni più che luoghi. Lo sfondo è sempre Bari , con i suoi quartieri, ma i veri protagonisti sono i concetti di verità, menzogna, potere, coscienza, pregiudizio, concetti con i quali tutti i giorni noi dobbiamo fare i conti.

Ma "le storie non esistono, se non vengono raccontate" e Fenoglio ce  le racconta, ce le fa vivere, ce le contestualizza: è così che riappare quasi timida la Bari di Carofiglio.

Nel racconto di Denisa si staglia il profilo del lungomare di Bari, ma non quello del Lungomare Perotti che costeggia le spiaggie dei baresi, come Pane e Pomodoro ideale per farsi un bagno nei mesi più caldi,

 

nè del Lungomare Nazario Sauro che si snoda verso il centro, monumentale con le architetture fasciste del palazzo dell’INPS, della Regione Area, della Pinacoteca, arrivando fino alla rotonda, con l’Albergo delle Nazioni di lato,  percorso vista mare  ideale per fare jogging e lunghe camminate all’aria aperta.


 

nè del Lungomare Crollalanza dove ammiriamo in Largo Adua l’arte liberty del teatro Kursaal, e quindi il suggestivo molo San Nicola, con i pescatori di Nder la lanz, il Circolo Canottieri, sino ad arrivare al Teatro Margherita che segna l’inzio della “penisola di Barivecchia”.


 

nè del Lungomare Augusto Imperatore, ampia via che segue l'andamento delle vecchie mura della città vecchia, della quale si vedono sovrastare i campanili e le cupole, e che attraverso un passaggio aperto nell'antica cinta muraria  ci mette in comunicazione con la piazza antistante la Basilica di San Nicola.


 

 nè del Lungomare Starita, regno dei ristoranti di pesce, del Centro Universitario Sportivo, del faro di San Cataldo e  della Fiera del Levante.


 

 La Bari di Denisa è quella del Lungomare Sud:  una “terra di nessuno” che nascosta agli occhi dei cittadini ha lasciato spazio a palazzi occupati da rom, a una prostituzione dilagante di giorno e di sera, a case abbandonate.  Simbolo di questa zona è proprio un edificio fatiscente: l’enorme capannone dell’ex supermercato Gs. Realizzato negli anni 70 che versa da tempo immemore in un completo stato di abbandono: completamente scoperchiato ne rimane solo lo scheletro.

"nella zona del lungomare sud, la via che porta dalla città a San Giorgio e poi a Torre a Mare..... su una strada secondaria, nei pressi di un capannone abbandonato e semidiroccato a meno di duecento metri dal mare.......camminavamo fra le erbacce, i resti dei falò, i copertoni abbandonati."

La Bari di Denisa è quella delle periferie squallide, quella dove i turisti non arrivano, quella dove nascono le storie di miseria e criminalità, storie che, come ci dice Carofiglio,  devono essere raccontate per poterle ricordare.


 


lunedì 19 luglio 2021

I CASI DEL MARESCIALLO FENOGLIO

L'ESTATE FREDDA  (continua...)

"Almeno tre o quattro volte all’anno Fenoglio aveva l’abitudine di visitare la Pinacoteca provinciale. Quel posto era uno dei misteri di Bari, per lui. Un museo pieno di opere bellissime di grandi artisti, dove non c’era mai nessuno".

 Così inizia l'undicesimo capitolo dell' Estate fredda. 

" Ci andava quando era stanco, quando voleva riflettere in tranquillità, o anche solo rivedere una delle opere che gli piacevano di piú."

La pinacoteca metropolitana Corrado Giacquinta si trova all’ultimo piano del Palazzo della Provincia di Bari con una splendida vista sul mare e una invidiabile posizione strategica sul lungomare Nazario Sauro: è una galleria d’arte medievale e moderna con dipinti veneti, ceramiche e presepi napoletani, dipinti e icone pugliesi.Il materiale esposto comprende: una sezione medievale (sculture dei secc. XI-XV, icone pugliesi dei secc. XII-XIV); dipinti veneti provenienti da chiese della regione (sono presenti opere di Antonio e Bartolomeo Vivarini, Giovanni Bellini, Paris Bordon, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto); dipinti pugliesi dei secc. XV-XVI (Tuccio d’Andria, Costantino da Monopoli, Andrea Bordone); dipinti napoletani o di scuola napoletana dei secc. XVI-XVIII (con opere di Marco Pino, Paolo Finoglio, Maestro degli annunci ai pastori, Andrea Vaccaro, Luca Giordano, Giuseppe Bonito, Lorenzo De Caro, Francesco De Mura, Fedele Fischetti, Domenico Mondo); un prezioso nucleo di dipinti del Giaquinto; una raccolta di pittura dell’Ottocento (con le prestigiose presenze di Giuseppe De Nittis, Francesco Netti, Domenico Morelli, Giovanni Boldini, Teofilo Patini e altri).

Dal marzo 1987 è esposta in Pinacoteca la Collezione Grieco, cinquanta prestigiosi dipinti italiani del secondo Ottocento (gli artisti maggiormente rappresentati sono i macchiaioli: Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Giuseppe Abbati, Cristiano Banti, Telemaco Signorini, Raffaello Sernesi, Giovanni Boldini, etc.) e del primo Novecento (Pellizza da Volpedo, Morbelli, Sironi, De Chirico, Carrà, De Pisis, Viani, Campigli, etc.

Fra le opere preferite di Fenoglio, Carofiglio sceglie un piccolo olio di Silvestro Lega, appartenente al gruppo dei macchiaioli "La Lettura" un dipinto di  Felice Casorati "La ragazza sulla poltrona".

La Lettura: seduta su una panchina davanti alla casa, è raffigurata, nell’atto di leggere, una giovane donna, forse Isolina Cecchini, allieva di Lega e una delle sue modelle preferite. Un' atmosfera di malinconia avvolge L'aria di questo quadro, realizzata con l'uso di una vasta gamma di verdi e qualche tocco di rosso.

 

La ragazza sulla poltrona: ritratto di una giovanetta dall’espressione dura e malinconica e con le mani intrecciate sul grembo, seduta su una grande poltrona  che occupa quasi interamente l’angusto spazio, reso più profondo dall’espediente del pavimento ad assi di legno visto in prospettiva.


Per il maresciallo questo dipinto era quasi una piccola ossessione, un mistero da svelare:

"Chi era quell’adolescente dalle occhiaie precoci? Cosa guardava fuori dal quadro, alle spalle del pittore? Che cosa aveva capito, già da ragazza, che le dava quella consapevolezza malinconica?"

Da questo luogo il maresciallo Fenoglio usciva sempre più sereno, a riprova di come l'arte riesce a curare le ferite dell'anima.

 

Molto interessante il sito della Pinacoteca: www.pinacotecabari.it                                                



sabato 17 luglio 2021

I CASI DEL MARESCIALLO FENOGLIO

L'ESTATE FREDDA 

 
Il  secondo romanzo della serie del Maresciallo Fenoglio si apre con l'Intermezzo della Cavalleria Rusticana in un bar spesso frequentato dal maresciallo per l' abitudine del proprietario di scegliere come sottofondo musicale romanze celebri.
Ed è qui che Fenoglio sventa una rapina e arresta il giovane Francesco Albanese. Un viso noto per Fenoglio che riconosce un posteggiatore abusivo del Teatro Petruzzelli.
Triste storia quella del Petruzzelli, che a causa di un incendio era andato distrutto: era così che Francesco aveva perso il lavoro ed aveva cominciato a fare rapine.
Fenoglio amante della musica lirica e del suo tempio così scrive:
 
 
  "Qualche mese prima qualcuno aveva incendiato il teatro e Fenoglio non riusciva a darsi pace.
Come si poteva anche solo pensare un gesto del genere? Bruciare un teatro. E poi quella cosa assurda e quasi insopportabile – chissà se era un caso o se gli incendiari avevano voluto aggiungere una nota di macabra ironia? – di bruciarlo dopo una recita della Norma, cioè un’opera che finisce proprio con un rogo. Il Petruzzelli era uno dei motivi per cui gli piaceva – gli era piaciuto? – stare a Bari.
Quel teatro enorme, duemila persone ci entravano, dove si arrivava a piedi dalla caserma in dieci minuti. Spesso, se c’era un concerto o l’opera, Fenoglio rimaneva in ufficio fino a sera per poi andare direttamente in terz’ordine, fra i fregi e gli stucchi. Quando si trovava là, quasi credeva alla reincarnazione. Sentiva in modo cosí intenso la musica – quella di alcuni musicisti, soprattutto di epoca barocca, piú di tutti Händel – da pensare che in un’altra vita poteva essere stato un maestro di cappella della provincia tedesca.
E adesso che il teatro non c’era piú? Chissà se lo avrebbero mai ricostruito, e chissà se i responsabili sarebbero mai stati individuati, processati e condannati.
La procura aveva aperto un fascicolo per incendio colposo contro ignoti. Un buon modo per dire che non avevano la piú pallida idea di cosa fosse accaduto. A Fenoglio sarebbe piaciuto occuparsi delle indagini, ma erano state affidate ad altri, e lui non poteva farci niente."



 

Il teatro Petruzzelli è il maggiore teatro di bari ed è ubicato nel pieno centro , in Coso Cavour, all' ingresso del quartiere Umbertino. E' stato inaugurato nel 1903 ed ha superato due guerre e un incendio doloso. Il teato nasce come Politeama ed è stato voluto dalla famiglia Petruzzelli/Messeni. Fu internamente affrescato da Raffaele Armenise, decorato in oro zecchino e cosa avvenieristica per l' epocadotato di riscaldamento e luce elettrica .

La facciata, in stile Liberty si articola su due livelli, uno inferiore bianco,ed uno superiore rosso. Sopra le tre finestre centrali si possono vedere le nicchie con i busti di Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini e Vincenzo Bellini. Nel punto più alto della facciatala statua realizzata da Pasquale Duretti: Apollo che incorona la musica.

Il foyer è uno splendore di bianchi e di oriche avvolgone le sale con elaborate decorazioni florealie stucchi. Maestose anche le cariatidi in gessoche rappresentano sirene alate, poste sotto la balconata che circonda il foyer.


 
In platea invece sono l'oro e il rosso a dominare con le molte file di poltrone in velluto rosso. Tre file di palchi circondano la platea per poi arrivare alle gradinata per un totale di 1482 posti.

La platea è sovrastata dalla gigantesca cupola divisa in quattro parti da palmizi. All' origine era dipinta a olio e rappresentava quattro scene di spettacoli di antichissima tradizione: Il carro di Tespi (inventore della tragedia), la Corsa Romana, il torneo medioevale e la Corrida.
 
Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991 il teatro fu devastato da un violentissimo incendio doloso e solo il collasso della cupola, che ha soffocato le fiamme, ne ha impedito la distruzione.
 
 

 
Come ci ricorda Fenoglio,  l'ultima opera rappresentata fu la Norma
 
Gli affreschi dell'Armise sono andati distrutti; nella ricostruzione della cupola furono ripristinati i decori dei palmizi di Duretti, e negli spazi vuoti un tempo occupati dagli affreschi è stato collocato un sistema di proiezione ad alta definizione che consente la creazione di un affresco dinamico rappresentante una elaborazione del dipinto originario (oper dell' artista Gianfranco Iannuzzi).

giovedì 15 luglio 2021

I CASI DEL MARESCIALLO FENOGLIO 

UNA MUTEVOLE VERITA' 

 

Il maresciallo dei carabinieri Pietro Fenoglio, piemontese trapiantato a Bari, ci accompagna per le strade di questa città mentre indaga su un omicidio che all' apparenza sembra essere  di semplice ed immediata risoluzione .

Personaggio malinconico e lieve, Fenoglio è un uomo serio, con un' etica ferrea; è sposato con Serena e non parla mai di lavoro  a casa. Gli piace camminare per la città, frequenta librerie e negozi di dischi, ama la musica lirica.

Questa storia ci porta da una parte all'altra di Bari, dalle zone più periferiche a quelle centrali .

Nel villaggio dell'operaio è situata la residenza della vittima: complesso di edilizia nato negli anni 50  nato all’ombra della Stanic ed edificato proprio per dare un’abitazione alle migliaia di lavoratori occupati nella grande raffineria. Quando nel 1976 l' industria ha chiuso il rione si è trasformato in un quartiere dormitorio di periferia.

 

Nel rione Poggiofranco abita la fidanzata di Michele: il rione forse più ricco di Bari, abitato da imprenditori e professioniti. Ma non tutti sanno che nasce negli anni 70 in una zona periferica e poco raccomandabile. Era considerato il "lazzaretto" per la presenza del sanatorio Colugno : l' istituto che ospitava i malati di tubercolosi. Oggi si possono distinguere tre zone differenti: una prima che si estende sino a Viale Kennedy e rappresenta un normale quartiere di Bari, fatto di palazzi di media altezza, strade strette, piazzette ( qui è collocata l'abitazione di Maria ), una seconda denominata la nuova Poggiofranco che si estende a ovest di via Camillo Rosalba ed è la zona più moderna, quella dello Sheraton, e dei bar alla moda ed infine la Poggiofranca alta dove ci sono solo  moderne costruzioni, circondate da numerose aree adibite a verde.


 

Nel quartiere Libertà il Maresciallo Fenoglio incontra i suoi confidenti. Questo è un quartiere centrale ed fu costruito agli inizi del '900 per far fronte alla crescita demografica che riguardava la città, con strade strette, disegnate a scacchiera e senza aree verdi. Il nome Libertà è stato scelto in quanto i primi palazzi costruiti presentavano caratteristiche architettoniche in stile Liberty, tra cui le ringhiere in ferro battuto con decorazioni floreali, oggi però abbandonate a se stesse e in grave stato di degrado, quartiere molto popolare e “difficile”, luogo di traffici di ogni tipo e negli ultimi anni caratterizzata dalla chiusura di tanti negozi e dalla massiccia presenza di immigrati; ed è qui che Fenoglio cerca notizie, dicerie e spunti per portare avanti le sue indagini, qui Fenoglio trova L'Albino, gestore di un bar e suo confidente, vecchie storie in cui Fenoglio ha dimostrato tutta la sua umanità e etica gli accreditano un debito di riconoscenza da parte di quest' ultimo. Qui hanno sede anche i tribunali civili e penali.


 

Teatro Petruzzelli,  qui davanti si ritrova spesso a passeggiare  il maresciallo Fenoglio, come attratto dalla sua passione per la musica lirica, ed è infatti "sulle prime note dell’Eroica di Chopin che  finisce il primo libro della serie del Maresciallo Fenglio.

Il teatro Petruzzelli merita da solo un post per la sua bellezza e per la sua storia.                                                                                 

Da qui ripartiremo la prossima volta.